In Francia, la professione infermieristica rappresenta la prima categoria di professionisti della salute per numero. Il loro campo d’azione copre le cure tecniche, la prevenzione, l’accompagnamento dei pazienti cronici e, da poco, un’autonomia clinica ampliata dalla legge. Comprendere cosa comporta concretamente il ruolo infermieristico permette di misurare quanto il funzionamento quotidiano del sistema sanitario si basi su questi professionisti.
Legge del 27 giugno 2025: cosa cambia la riforma infermieristica
La legge n° 2025-581 del 27 giugno 2025 segna una svolta giuridica per la professione. Essa riconosce formalmente agli infermieri la capacità di valutare lo stato di salute di un paziente nel loro campo di competenza, di elaborare un progetto di cure e di orientare la persona verso il professionista adeguato.
Prima di questo testo, questa autonomia esisteva nella pratica ma senza un quadro legale chiaro. La legge formalizza quindi un esercizio già comune, aprendo al contempo la strada a nuove prerogative.
Dal 30 giugno 2026, i decreti attuativi consentono agli infermieri di effettuare consultazioni autonome in diversi ambiti specifici. I sindacati professionali e gli organi ordinistici documentano queste evoluzioni sulle loro piattaforme rispettive, come https://convergenceinfirmiere.fr/ che segue l’attualità della professione nel corso delle riforme.
Prescrizione infermieristica nel 2026: ambiti e limiti concreti

I decreti del 26 giugno 2026 definiscono gli atti che gli infermieri possono ora prescrivere o rinnovare senza passare per un medico. Questo perimetro rimane mirato, ma tocca situazioni di cura frequenti.
- La gestione delle ferite, compresa la prescrizione di medicazioni e dispositivi adeguati, rientra ora nella competenza diretta degli infermieri.
- La vaccinazione e la salute sessuale fanno parte delle consultazioni in cui l’infermiere prescrive alcuni prodotti sanitari e orienta il paziente.
- La cessazione del fumo e la richiesta di alcuni esami biologici completano questo nuovo perimetro di prescrizione.
Questa lista può sembrare modesta. Tuttavia, rappresenta un volume considerevole di consultazioni che, fino ad ora, richiedevano un passaggio dal medico curante, talvolta solo per ottenere una ricetta di rinnovo.
Ogni consultazione autonoma evita un appuntamento medico in un contesto in cui milioni di francesi non hanno un medico curante. Il guadagno non è simbolico: è organizzativo.
Accesso diretto alle cure infermieristiche: un’esperimentazione ancora bloccata
La legge prevede un’esperimentazione di tre anni in cinque dipartimenti per consentire ai pazienti di consultare un infermiere in accesso diretto, anche per atti che non rientrano nel ruolo proprio dell’infermiere. L’accesso diretto significa che non è richiesta alcuna prescrizione medica preventiva.
Il calendario iniziale annunciava la pubblicazione del decreto che fissava i dipartimenti interessati e le modalità di valutazione per marzo 2026. Tuttavia, a settembre 2026, questo decreto non era ancora stato pubblicato, come evidenziato da diverse interrogazioni scritte presentate al Senato il 17 e il 24 settembre 2026.
Questo ritardo illustra uno schema ricorrente: la legge amplia le competenze, i decreti attuativi tardano. Gli infermieri si trovano quindi in una zona grigia, giuridicamente autorizzati a svolgere nuove missioni ma senza un quadro operativo per farlo.

Formazione infermieristica e riferimento di competenze: la ristrutturazione del 2026
L’ampliamento delle missioni richiede una formazione adeguata. Il riferimento alla formazione in cure infermieristiche è oggetto di una ristrutturazione per integrare il digitale nella salute, la consultazione autonoma e il ragionamento clinico avanzato.
Il modello francese si basa su un riferimento basato sulla competenza piuttosto che sulla sola acquisizione di conoscenze teoriche. Ogni competenza è valutata in situazione clinica, durante i tirocini ospedalieri e nelle cure ambulatoriali.
La riforma del diploma prevede un rafforzamento degli insegnamenti legati alla prescrizione, alla valutazione clinica e al coordinamento dei percorsi di cura.
Riconoscimento salariale e condizioni di esercizio: il divario persistente
Lo studio condotto dall’Ordine nazionale degli infermieri con il cabinet ELABE mostra che la grande maggioranza dei francesi si dichiara favorevole a un ampliamento delle competenze infermieristiche per migliorare l’accesso alle cure. Questa adesione pubblica non si traduce automaticamente in riqualificazione salariale né in miglioramento delle condizioni di lavoro.
Il carico di lavoro, la carenza di personale in alcuni servizi e il sentimento di mancanza di riconoscimento rimangono i principali fattori di irritazione segnalati dai professionisti.
Il paradosso è tangibile: i testi legislativi ampliano il perimetro di esercizio, ma i dispositivi di finanziamento e organizzazione non seguono lo stesso ritmo. L’autonomia clinica progredisce più velocemente del riconoscimento istituzionale. Finché questo divario persiste, la riforma rischia di rimanere parzialmente teorica per una parte degli infermieri in esercizio.



